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Cosa sono le metastasi? |
| Sono tumori maligni che interessano le strutture ossee vertebrali e gli spazi epidurali. Il tumore d'origine si colloca in altre parti del corpo. Prevalentemente diffondono per via ematogena, si localizzano alle vertebre ed interessano successivamente lo spazio intracanalare extradurale, adiacente il midollo spinale e le radici nervose. Occasionalmente possono derivare da una estensione diretta da un tumore adiacente. I tumori primitivi che più frequentemente danno origine a metastasi spinali sono: polmonari, mammella, prostata, reni, origine sconosciuta, sarcoma, linfoma, colon, tiroide, melanoma. |
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Sono frequenti?
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Questi tumori si presentano fino al 10% dei pazienti con cancro e sono i tumori spinali più comuni.
La localizzazione più comune è quella toracica (60%), seguita da quella lombare e cervicale. |
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Quali sono i sintomi?
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| Il dolore è il primo sintomo nel 95% dei pazienti. Questo può essere focale o radicolare. Il dolore può essere accentuato dai movimenti del rachide, dalla tosse, dallo starnuto o dal ponzamento. Si possono rilevare inoltre: ipostenia ed ipertono agli arti, alterazioni della sensibilità e disturbi sfinterici. I sintomi possono progredire fino alla paralisi dei distretti situati inferiormente al tumore. Se il trattamento è iniziato quando i disturbi sono in fase avanzata il recupero funzionale può essere grandemente compromesso. Tipicamente, il 76% dei pazienti al momento della diagnosi presenta ipostenia, mentre solo il 15% sono paraplegici. |
Come sono diagnosticate?
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| La ricerca del tumore primitivo implica una screening ad ampio raggio. Per quanto concerne la localizzazione alla colonna, la diagnostica si avvale della Risonanza Magnetica (compresa la mielo-Risonanza Magnetica), della Tomografia Computerizzata (con risoluzione per osso) e della radiologia tradizionale (per una esplorazione pluridistrettuale della
metastatizzazione). |
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Come sono trattate?
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| Il trattamento chirurgico si prefigge lo scopo di decomprimere il midollo dalla massa tumorale, più che giungere alla radicalità nell'asportazione. L'atto chirurgico, quando demolisce parte della struttura ossea vertebrale, può richiedere il posizionamento di sistemi di fissazione del rachide. L'intervento può favorire un parziale recupero neurologico o essere anche privo di effetto o portare ad un peggioramento neurologico. Prima o dopo la chirurgia si ricorre al trattamento radioterapico, anche a scopo antalgico. |
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Qual è l'aspettativa di vita?
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| La prognosi è condizionata sia dall’istologia del tumore primitivo, sia dalla presenza di rilevanti problemi neurologici ed internistici al momento dell’intervento. Ben difficilmente si prolunga la vita oltre 6-12 mesi. |
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Le informazioni su patologie e trattamenti neurochirurgici hanno solo scopo informativo.
Non sostituiscono visite o consulti medici.
Se hai problemi di salute, rivolgiti sempre al tuo medico o professionista sanitario di fiducia.
Lo staff di Neurochirurgia è disponibile per chiarimenti, ma non può fornire diagnosi personalizzate
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