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Cosa sono le metastasi? |
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Sono formate da cellule tumorali ad origine extracranica che raggiungono, di solito attraverso il flusso ematico, l'encefalo. I tumori che più frequentemente metastatizzano nel tessuto nervoso sono: tumore del polmone (44%), della mammella (10%), dei reni (7%), del colon (6%), melanoma (3%) e non determinato (10%).
Spesso le metastasi sono multiple.
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Sono frequenti?
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La frequenza delle metastasi endocraniche (4-20% fra i tumori intracranici) non rispecchia la rispettiva incidenza delle neoplasie d'origine. Infatti, alcuni tumori, con spiccata tendenza a dare metastasi encefaliche, come il melanoma, sono rari, mentre altri, come il carcinoma prostatico, sebbene frequenti, raramente metastatizzano nell'encefalo.
Un tumore metastatico può localizzarsi ovunque nel sistema nervoso centrale. Il 20% dei pazienti che muoiono di cancro hanno anche delle metastasi encefaliche.
Le metastasi cerebrali si verificano nell'80% dei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule che sopravvivono due anno dopo la diagnosi. |
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Quali sono i sintomi?
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| I sintomi ed i segni sono quelli dovuti all'aumento della pressione intracranica per effetto massa o da blocco del reflusso liquorale (cefalea, nausea, vomito), deficit focali, crisi epilettiche, cambiamenti dello stato mentale. |
Come sono diagnosticate?
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La Tomografia Computerizzata e la Risonanza Magnetica, anche dopo infusione di mezzo di contrasto, sono necessarie per identificare i tumori entro l'encefalo. Questi tumori hanno caratteristicamente una reazione edematosa perilesionale.
Quando si rileva una lesione sospetta per metastasi in sede intracranica deve essere avviato lo screening per individuare il sito primario. |
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Come sono trattate?
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| Il trattamento chirurgico è indicato nelle lesioni di grandi dimensioni in aree accessibili. L'individuazione delle lesioni è grandemente agevolata dall'uso del
neuronavigatore. Le lesioni multiple sono solitamente demandate alla radioterapia.
Se le lesioni singole o multiple sono inferiori ai tre centimetri di diametro, o sono localizzate in strutture profonde, il trattamento con radiochirurgia
stereotassica è il più indicato. La chemioterapia può essere utilizzata in aggiunta sia alla chirurgia sia alla radiochirurgia
stereotassica. |
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Qual è l'aspettativa di vita?
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| La sopravvivenza dopo l’intervento chirurgico dipende dall’istologia del tumore primitivo e dalle condizioni generali. Mediamente, comunque, nelle lesioni solitarie trattate con chirurgia e radioterapia, la sopravvivenza varia da 9 a 23 mesi.
Non sono rari i casi di sopravvivenze più protratte nel tempo. |
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Le informazioni su patologie e trattamenti neurochirurgici hanno solo scopo informativo.
Non sostituiscono visite o consulti medici.
Se hai problemi di salute, rivolgiti sempre al tuo medico o professionista sanitario di fiducia.
Lo staff di Neurochirurgia è disponibile per chiarimenti, ma non può fornire diagnosi personalizzate
online. |