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Ascessi

Cosa sono gli ascessi intracranici?

Gli ascessi cerebrali sono frequenti?

Quali sono i sintomi degli ascessi cerebrali?

Come sono diagnosticati gli ascessi cerebrali?

Come sono trattati gli ascessi cerebrali?

Qual è l'aspettativa di vita negli ascessi cerebrali?

Osteomieliti

Cosa sono le osteomieliti?

Le osteomieliti sono frequenti?

Quali sono i sintomi nelle osteomieliti?

Come sono diagnosticate le osteomieliti?

Come sono trattate le osteomieliti?

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Infezioni vertebro-midollari

Aracnoiditi

Cosa sono le aracnoiditi?

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Ascessi

Cosa sono gli ascessi al rachide?

Gli ascessi al rachide sono frequenti?

Quali sono i sintomi degli ascessi al rachide?

Come sono diagnosticati gli ascessi al rachide?

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Spondiliti

Cosa sono le spondiliti?

Le spondiliti sono frequenti?

Quali sono i sintomi nelle spondiliti?

Come sono diagnosticate le spondiliti?

Come sono trattate le spondiliti?

Qual è l'aspettativa di vita nelle spondiliti?

ASCESSI INTRACRANICI

Cosa sono gli ascessi intracranici?

Sono raccolte purulente che possono essere localizzate all'interno del parenchima nervoso (ascesso encefalico), tra teca cranica e superficie esterna della dura madre (ascesso epidurale), nello spazio subdurale tra aracnoide e dura madre (ascesso o empiema subdurale).
Gli ascessi possono svilupparsi per contiguità da un focolaio infettivo vicino (seni paranasali, orecchio medio e mastoidi), per via ematogena da focolai lontani o per cause esterne (posttraumatici).

Gli ascessi cerebrali sono frequenti?

Gli ascessi encefalici sono le più frequenti infezioni intracraniche di interesse neurochirurgico. L'empiema subdurale è relativamente frequente (12-20% delle infezioni intracraniche) mentre l'ascesso epidurale è raro (2%). L'empiema subdurale, che colpisce più spesso l'età infantile e giovanile, con massima incidenza fra i 20 ed i 30 anni, nel 90% dei casi è sopratentoriale, mentre nel 10% dei casi si localizza nella fossa cranica posteriore. 

Quali sono i sintomi degli ascessi cerebrali?

Il quadro clinico dipende dalla sede, dalle dimensioni, dalla molteplicità delle lesioni, dall'entità dell'edema perilesionale, dalla risposta immunitaria.
Nell'ascesso encefalico l'esordio può essere acuto o progressivo con un quadro di meningite con segni di localizzazione oppure una sindrome di ipertensione endocranica ad evoluzione lenta e progressiva o una crisi convulsiva o segni focali.
Anche nell'ascesso epidurale si possono manifestare segni focali dovuti alla compressione sulle aree corticali sottostanti assieme a segni dovuti all'ipertensione endocranica.
L'empiema subdurale, nella metà dei casi, si manifesta con crisi convulsive a cui si associano cefalea e segni meningei. Possibili i segni focali.
Si possono rilevare anche segni di infezione generale (aumento della VES, febbre, ecc.).

Come sono diagnosticati gli ascessi cerebrali?

Le indagini con Tomografia Computerizzata e Risonanza Magnetica sono spesso dirimenti per porre il sospetto diagnostico di ascesso encefalico. Se permangono dubbi l'uso della SPECT e della PET è risolutivo. Gli indici generali di flogosi possono essere di qualche aiuto, se presenti. Il riscontro di un focolaio primitivo d'origine non è frequente.

Come sono trattati gli ascessi cerebrali?

Se gli ascessi cerebrali sono di piccole dimensioni (inferiori ai 2,5 cm) si può tentare la sola terapia antibiotica per via generale. Questa può essere mirata solo se è possibile risalire al focolaio principale dal quale si isola il microorganismo responsabile. Nei casi non responsivi o di dimensioni maggiori si ricorre all'intervento chirurgico realizzato con tecnica stereotassica e di neuronavigazione. Solo nel 50% dei casi è però possibile isolare il germe responsabile per praticare così una antibioticoterapia mirata.
Nei casi di ascesso epidurale e subdurale è sempre indicato il trattamento chirurgico. 

Qual è l'aspettativa di vita negli ascessi cerebrali?

Negli ascessi encefalici, grazie alla terapia antibiotica ed alla precoce evacuazione con tecnica stereotassica, in questi ultimi anni la mortalità si è molto ridotta passando dal 40-60% in era pre Tomografia Computerizzata all'attuale 0-10%.
Nei casi in qui l'ascesso encefalico si rompe nelle cavità ventricolari l'evoluzione è spesso fatale con un quadro clinico di coma e segni meningei.
Nell'empiema subdurale i casi operati precocemente ed in condizioni non gravi hanno una prognosi favorevole, mentre quelli diagnosticati ed operati tardivamente hanno una alta mortalità.

OSTEOMIELITI

Cosa sono le osteomieliti?

Sono infezioni che interessa le ossa craniche. Di solito sono dovute ad infezioni di regioni contigue (flogosi seni paranasali e nasali, fratture craniche, complicanze di interventi neurochirurgici, ecc.). Possono associarsi ad ascesso epidurale.

Le osteomieliti sono frequenti?

Sono poco frequenti.

Quali sono i sintomi nelle osteomieliti?

Febbre ed indici generali di flogosi, tumefazione, dolore e rossore nella zona interessata, caratterizzano le forme acute. Nelle forme croniche spesso permane solo il dolore e, talora, sono presenti fistole secernenti pus.

Come sono diagnosticate le osteomieliti?

La diagnosi è grandemente favorita dall'uso degli esami con Tomografia Computerizzata, anche con risoluzione per osso, e Risonanza Magnetica. 

Come sono trattate le osteomieliti?

Nei casi non responsivi alla terapia medica, craniectomia dell'osso interessato, facendo attenzione a non lasciare frammenti infetti e riparazione del difetto osseo con materiale sintetico dopo alcuni mesi.

Qual è l'aspettativa di vita nelle osteomieliti?

Con gli opportuni provvedimento chirurgici e antibioticoterapia il quadro evolve favorevolmente.

ARACNOIDITI

Cosa sono le aracnoiditi?

Reazione infiammatoria cronica dell'aracnoide con formazione di aderenze che causano compressione del midollo spinale e delle radici. Si distinguono forme circoscritte e diffuse e forme cistiche, con cisti separate da setti fibrosi, e adesive, con formazione di un panno denso e spesso che avvolge il midollo spinale ed ingloba le radici.
L'aracnoidite può essere primitiva o complicanza di meningiti, emorragie subaracnoidee, interventi sul midollo spinale, iniezioni nello spazio subaracnoideo spinale di sostanze.

Le aracnoiditi sono frequenti?

È una patologia rara. 

Quali sono i sintomi nelle aracnoiditi?

L'esordio è subdolo con fasi di miglioramento alternate a fasi di peggioramento. Inizialmente compaiono dolori e parestesie nel territorio delle radici; poi disturbi motori che si aggravano e disturbi sensitivi.

Come sono diagnosticate le aracnoiditi?

Mediante la Risonanza Magnetica midollare. 

Come sono trattate le aracnoiditi?

L'indicazione chirurgica è indicata nella forma cistica o nelle gravi forme adesive particolarmente sintomatiche.

Qual è l'aspettativa di vita nelle aracnoiditi?

Tranne il disagio, solitamente non implica una riduzione dell'aspettativa di vita.

ASCESSI INTARACHIDEI

Cosa sono gli ascessi al rachide?

Raccolta di pus, talora pluriconcamerata, che può essere intramidollare, epidurale e subdurale.
La flogosi del midollo si realizza per diffusione ematica da focolai distanti o per contiguità da focolai genito-urinari, mediastinici o paravertebrali. Nel 20% dei casi l'origine è sconosciuta. 

Gli ascessi al rachide sono frequenti?

Sono molto rari. Gli ascessi intramidollari interessano principalmente i bambini ed i giovani.

Quali sono i sintomi degli ascessi al rachide?

Dipendono dalla sede e dalle dimensioni della lesione. Comprendono febbre, rachialgie, segni meningei, paraplegia, anestesia totale con livello, alterazioni sfinteriche. 

Come sono diagnosticati gli ascessi al rachide?

La Risonanza Magnetica precisa i rapporti della lesione con il sacco durale, la sede e l'estensione in altezza.

Come sono trattati gli ascessi al rachide?

L'atteggiamento terapeutico consiste nello svuotamento della raccolta e nell'antibioticoterapia mirata.

Qual è l'aspettativa di vita negli ascessi al rachide?

I risultati non sono sempre soddisfacenti. Nei casi in cui i deficit preoperatori sono erano marcati il recupero funzionale è comunque abbastanza soddisfacente.

SPONDILITI

Cosa sono le spondiliti?

Le spondiliti sono processi infiammatori a carico delle vertebre, che compaiono in genere nei soggetti immunodepressi, diabetici o anziani. La fonte primitiva di infezione è un focolaio genito-urinario o polmonare o infezioni paravertebrali. Le vertebre sono raggiunte per via venosa o per contiguità. L'infiammazione inizia al corpo della vertebra e produce distruzione dell'osso (osteolisi), quindi si diffonde al disco intervertebrale (discite) e alle vertebre contigue. Quando l'osteolisi è marcata si ha crollo vertebrale.
La spondilo-discite può essere anche secondaria ad un trattamento chirurgico o percutaneo per ernia discale. 

Le spondiliti sono frequenti?

Rare nei soggetti in buona salute.

Quali sono i sintomi nelle spondiliti?

Si manifestano con dolore in corrispondenza della vertebra interessata, spasmo muscolare e limitazione dei movimenti della colonna vertebrale. 

Come sono diagnosticate le spondiliti?

La Tomografia Computerizzata midollare mostra l'osteolisi. Un apporto lo possono però dare anche la radiologia tradizionale e la Risonanza Magnetica.

Come sono trattate le spondiliti?

Con terapia medica con antibiotici ed antiinfiammatori; immobilizzazione a letto e talora busto ortopedico.
In genere non è indicato l'intervento chirurgico.

Qual è l'aspettativa di vita nelle spondiliti?

Il disagio è notevole e le limitazioni funzionali al rachide possono essere permanenti, ma l'aspettativa di vita è buona, almeno nei pazienti non immunodepressi.

Le informazioni su patologie e trattamenti neurochirurgici hanno solo scopo informativo.
Non sostituiscono visite o consulti medici.
Se hai problemi di salute, rivolgiti sempre al tuo medico o professionista sanitario di fiducia.
Lo staff di Neurochirurgia è disponibile per chiarimenti, ma non può fornire diagnosi personalizzate online.

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